venerdì 30 ottobre 2009

Insalata d'autunno con pere e castagne


Solo una rapida annotazione per lasciare memoria di una insalata che mi ha conquistato per la sua armonia.

12 castagne lessate (sbucciate, messe a bollire per 35-40 minuti circa con una fogliolina di alloro e una presa di sale e poi spellate)
1 piccola pera matura e soda tagliata a fettine sottili
un misto di lattuga, valeriana, spinacino e rucola
un bel giro d'olio evo, un tintinino di sale e qualche goccia di aceto balsamico

N.B. La rucola è fondamentale: il suo amaro fa da delizioso contrappunto al dolce fresco della pera e all'avvolgenza zuccherina della castagna. Il sale, mi raccomando, appena un'ombra. L'aceto balsamico va versato a gocce, poche, giusto una qua e una là. L'insieme, una volta riunitosi in bocca, regala un felice pezzetto d'autunno.

p.s. la prossima volta ci aggiungo anche qualche nocciola tostata.

domenica 18 ottobre 2009

La crostata dell'assenza


Sono sempre alla ricerca di valide alternative ai dolci classici. Sarà che non c'ho più il fisico, sarà che non ce l'ho mai avuto, fatto sta che nella mia vita non ho mai potuto crogiolarmi a lungo nei piaceri voluttuosi dello zucchero+burro+uova. Sia chiaro, è un trittico che mi seduce, a volte mi estasia, ma è sempre un amore che ha bisogno di lunghi periodi di lontananza per vivere sano e appassionato! Ecco allora che mi sono fatta capitare tra le mani un libricino che sembra scritto proprio per chi vive delle mie necessità e desideri. S'intitola Pasticceria naturale, il sottotitolo recita 'senza zucchero, latte, burro e uova', l'autore è Pasquale Boscarello ed è edito da Terra Nuova Edizioni. Ho cominciato appunto dalla ricetta dell'impasto base tipo (e sottolineo 'tipo' :-)) Frolla, sì perché la crostata è, senza dubbio, uno dei miei dolci preferiti nella sua dimensione casalinga e confortevole. Vi riporto la ricetta così come indicata dall'Autore.

250 g di farina tipo 0
60 g di malto di mais
60 ml di olio di mais (o margarina biologica)
70 ml di acqua tiepida
un pizzico di sale
mezzo cucchiaino di cannella
la buccia grattugiata di mezzo limone
10 g di lievito al cremortartaro

Radunate in un recipiente gli ingredienti asciutti: la farina, la polvere lievitante, la buccia grattugiata del limone, sale e cannella.
Miscelate l'olio e il malto di mais in un boccale e uniteli alla parte asciutta assieme all'acqua tiepida, amalgamate il tutto e versatelo sulla spianatoia. Lavorate l'impasto formando una palla: impastate con movimenti circolari, prendendo la pasta dall'esterno all'interno e rivoltandola verso il centro ( così da creare quella giusta tensione interna che faciliterà la fase successiva). Alla fine avrete un panetto omogeneo, morbido ed elastico. Coprite con un panno e lasciate riposare per mezz'ora.

Io l'ho farcita con due marmellate senza zucchero: una metà all'albicocca e l'altra ai frutti di bosco. L'ho messa nel forno già caldo a 200° per 20-25 minuti circa.

Si tratta della migliore versione di 'tipo' frolla alternativa che abbia finora assaggiato! :-)))

sabato 17 ottobre 2009

Missing :-)))

Ooohh sìsì, mi tiro le orecchie da sola, tanto tempo senza neppure lasciare una parolina! L'estate ha fatto in tempo a passare e io mi sono persa in riflessioni esistenziali che mi lasciano lì dove sono partita!!! Comunque state tranquilli, sono in buona salute (a dirla tutta da ieri sera mi tormenta un mal di gola preoccupante :-), non ho smesso di mangiare e bere, di acquistare libri di cucina, di godere del cibo. Sicuramente ho cucinato di meno. E vi ho tenuto d'occhio, in silenzio ;-)

venerdì 19 giugno 2009

Sì sì ci sono ancora, ma mi pare di stare su un treno in corsa!!!

giovedì 11 giugno 2009

Berlino 15 anni dopo :-)

Domani mattina presto Roberto e io voleremo a Berlino. Ci ritorno dopo quindici anni. Allora la città era un cantiere. Il tessuto urbano era fatto di pieni e vuoti. I vuoti erano immensi e dominati da gru, impalcature e patina polverosa. La città l'amavo già dal mio primo viaggio. Ci ero arrivata in gita scolastica, l'ultimo anno di liceo. Il muro era appena caduto. Si respirava un'atmosfera pazzesca. Si respirava la Storia. Le due parti di città, appena ricongiunte, erano diversissime: da una parte luci, colori, molteplicità, dall'altra viali dritti, casermoni grigi, una stridente uniformità anonima. La gente era bellissima, stranissima, felice. Furono giorni incantati. Girammo senza sosta, in lungo e in largo per la città, come se ce la volessimo mangiare tutta. Ricordo di aver dormito pochissimo. Era tutto così forte ed emozionante. Avevo 18 anni ed ero affamata di vita. 

domenica 7 giugno 2009

Brick!


Le rivelazioni arrivano così: inaspettate e sorprendenti! La pasta brick tunisina: mi domando come abbia potuto ignorarne l'esistenza per 38 anni ;-))) Beh, comunque l'ho vista, tirata fuori dal frigorifero di Castroni, girata e rigirata tra le mani, ho intravisto possibilità e sviluppi futuri e me la sono portata a casa, felice. Oggi a pranzo il frigorifero di casa mi si è presentato miserello, ma un resto di gloriosa feta ateniese aspettava di farsi bella e buona. Sono nati dei sigaroni da rivoluzionari cubani, croccanti e sfiziosi, profumati di menta e buccia di limone. Mi è chiaro che il tema della farcia apre un capitolo sterminato di possibili abbinamenti e variazioni. Già penso a una versione con del pesce. Da una rapida consultazione su internet mi pare di capire che in Tunisia vengano riempiti con patate, tonno e uovo. Approfondirò. 

pasta brick in fogli tondi
feta
foglioline di menta fresca
buccia di limone bio tritata

Unire alla feta sbriciolata le foglioline di menta e la buccia di limone tritate. Mescolare bene e con il composto farcire i fogli di brick. Per la preparazione degli involtini mi sono ispirata qua:
 
 
Disporre gli involtini su una teglia ricoperta di carta forno, spennellarli d'olio e far cuocere nel forno già caldo a 170°-180° per una ventina di minuti, fino a quando la superficie di pasta diventa leggermente dorata. Prima di servire attendere pochi minuti. 


martedì 2 giugno 2009

Istantanee ateniesi

A me Atene è piaciuta molto. Certo, è stata una rapida infarinatura, ma ho respirato un'atmosfera rilassata, molto gradevole. La città s'allarga placida all'orizzonte. Basta conquistare un angolino all'ombra per dimenticare il gran caldo: un venticello leggero ti avvolge e ti accarezza subito. Ho mangiato poco e assaggiato ancora meno la cucina tradizionale. Sarà per la prossima volta ;-) Ho passeggiato per l'antica agorà chiamando a raccolta anni di immaginario sul mondo classico. Mi sono beata della compagnia delle cugine. Ho sognato di avere uno di quei terrazzini affacciati sull'Acropoli che ti tengono vicino alla storia e al cielo. Mi sono incantata di fronte alle casine basse, bianche e fiorite che s'arrampicano sulla rocca che porta al Partenone. Roberto finalmente s'è comprato, dopo anni di desiderio, un cappello di paglia. Ho incontrato persone che non vedevo da anni. La sposa era seria e bellissima. 

N.B. Le foto sono di Roberto!