domenica 2 maggio 2010

Domenica, cena: pinzimonio + tagliatelle di mais ai carciofi


Pinzimonio di carote, ravanelli e cetrioli per cominciare.

E poi un piattone di tagliatelle di mais (300 g: siamo due mangioni! ;-) condita con 3 carciofi affettati e stufati con olio+acqua, 2 spicchi di aglio vestiti, un pezzetto di peperoncino e sale. Spolverare con del prezzemolo tritato e 3 cucchiai di semi di girasole tostati. Ci si lecca i baffi :-)

Domenica, pranzo: riso agli asparagi con crema di fave


250 g riso semintegrale
1 cipollina fresca di Tropea
125 g di fave sbucciate (all'inizio erano quasi 1 Kg!)
12 asparagi
sale, olio evo

Lavare per bene il riso e metterlo a cuocere in un volume doppio d'acqua (es. 1 tazza di riso per 2 tazze d'acqua). Quando si leva il bollore, abbassare il fuoco al minimo, aggiungere una presa di sale, coprire, lasciare cuocere per 15 minuti, spegnere e, sempre coperto, lasciar riposare altri 15 minuti. Importante: durante la cottura non sollevare il coperchio e non mescolare. Il riso assorbirà tutta l'acqua e i chicchi risulteranno perfettamente cotti.

In una padella ampia scaldare a fuoco basso un paio di cucchiai di olio, aggiungere la cipolla tritata e lasciar imbiondire per pochi minuti. Versare gli asparagi tagliati a piccole rondelle (lasciare le punte intatte), salare, mescolare, e lasciar cuocere per 8-10 minuti aggiungendo un pochino d'acqua calda per stufare.

Nel frattempo scottare le fave in 100 g d'acqua bollente per 3 minuti. Frullarle e condirle con sale e 1 cucchiaio d'olio.

Ripassare in padella il riso con gli asparagi e servire accompagnando con la crema di fave.

lunedì 12 aprile 2010

Sformato di patate e porri


Sformato delizioso (gli amici lo dicono!!!). La ricetta, leggermente aggiustata viene dal numero di aprile della rivista Cucina Naturale. Ricetta perfetta anche per un pic-nic. Ieri ce lo siamo pappati sotto un cielo di nuvole e sole, immersi nel profumo della zagara, felici di stare insieme e di ritrovarci dopo troppo tempo.


600 g di patate
150 g di porri
70 g di pecorino grattugiato
200 ml di latte di riso
pangrattato
sale & olio

Lessare le patate intere in acqua salata, pelarle e schiacciarle con una forchetta. Mentre le patate si cuociono, affettare sottilmente i porri e stufarli con un paio di cucchiai di olio e un goccio d'acqua per una decina di minuti. In una ciotola mescolare il pecorino assieme al latte e poi aggiungere le patate e i porri. Aggiustare di sale. Oliare e impangrattare (!!) una teglia in cui stendere il composto a un'altezza di circa 1 - 1 1/2 cm, condire con un giro d'olio e infornare a 220° per 25 minuti

N.B. se non l'avessi finito avrei distribuito il pangrattato anche sulla superficie dell'impasto ;-)

sabato 10 aprile 2010

La sfoglia di piselli e porri


Ricetta facile e abbastanza veloce. Inizialmente avrei voluto eclissare la ricotta, ma poi ho immaginato lo sbrodolamento di verdure al primo morso e la scelta si è fatta da sé. La crema di ricotta diventa un sicuro ancoraggio per tenere al loro posto tutte le verdurine. Il timo è essenziale: la sfoglia si fa orto :-)


1 rotolo di pasta sfoglia
1/2 porro
1 tazza di piselli sgranati
2 cucchiaiate di ricotta
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
una spolverata di timo secco
acqua q.b.
sale & olio

Stufare per una decina di minuti il porro affettato e i piselli con un paio di cucchiai di olio e un goccio d'acqua. Mescolare la ricotta con un pochino d'acqua fino a renderla morbida e cremosa. Stendere la pasta sfoglia (ho assottigliato lo spessore della sfoglia già stesa con un veloce passaggio di mattarello), spalmarci sopra la ricotta lasciando libero 1 cm di bordo, spolverare di parmigiano, distribuire sopra gli ortaggi cotti e finire con un giro d'olio e una presa di timo. Infornare a 200° per 25-30 minuti (a metà cottura ho spostato la teglia sulla parte bassa del forno in modo che la sfoglia sotto si asciugasse per bene)

domenica 21 marzo 2010

La focaccia di Recco


Oggi, forte del mio desiderio e della mia ignoranza, mi sono imbarcata in una ricetta a cui pensavo da tempo. Anni fa un amico mi parlò di una focaccia deliziosa mangiata in Liguria. Si sorprese che non la conoscessi e mi incantò con il racconto della sua bontà. Da allora sono tornata spesso a immaginarmi quella focaccia mai mangiata e a definirne, tra me e me, le sue caratteristiche. Alcune parole che ti appaiono in un dato momento come normali, scopri più tardi e in modo del tutto inaspettato che ti hanno toccato, che si sono inserite, ordinate, nelle file della tua memoria, e che aspettano di essere ricordate e di pesare nella tua vita.
Oggi, dunque, mentre cincischiavo davanti al banco frigo del negozietto bio di Trastevere, il destino mi è venuto incontro sotto forma di un'esclamazione. Roberto mi fa: "Lo prendiamo lo stracchino di capra?!!!". In quel preciso momento la focaccia di Recco è diventata la mia unica ragion d'essere cuoca. Era pronta per farla. Oggi era il momento giusto, dopo anni.


Dose per una teglia 30 cm x 20 cm

100 g di farina
20 ml di olio evo
20-30 ml di acqua
sale
100 g di crescenza/stracchino

Fare la fontana con la farina. Al centro versare l'olio, l'acqua e il pizzico di sale. Impastare per qualche minuto fino a ottenere una pasta liscia e morbida. Dividere l'impasto in due parti uguali. Stendere la prima metà e tirare la pasta sottilissima. Sistemare la sfoglia in una teglia ricoperta di carta forno (oppure unta d'olio) e distribuire sopra la crescenza in piccoli pezzi. Ricoprire con la seconda metà dell'impasto, steso sempre molto sottile, e saldare bene i bordi. Pizzicare la superficie della focaccia per ottenere diversi fori della larghezza di 1 cm, quindi irrorare di olio e cospargere di sale a grani grossi. Infornare a forno caldissimo (250°C) per 10 minuti. Una volta sfornata condire con un altro giretto d'olio.

lunedì 15 marzo 2010

La pasta multiuso

Ci sono ricette che ti accompagnano una vita. Quella di oggi è una di queste. E' un impasto di farina, olio, acqua e sale che uso come base sia per le torte rustiche salate che per lo strudel e altri dolci. Ieri però ho aggiunto un nuovo ingrediente, un pizzico di bicarbonato e il risultato mi è piaciuto molto. La pasta diventa più soffice, si alza un pochino e regala, al morso, una morbidezza che mi ha sorpreso. Ho impastato una dose doppia che ho usato per preparare una torta salata ai broccoletti e un dolce alle mele.

Impasto per la pasta (dose doppia)

250 g di farina (ho usato una semintegrale, ma va benissimo anche la bianca)
6 cucchiai di olio evo
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino di bicarbonato
acqua tiepida q.b.

Fare la fontana con la farina, il sale e il bicarbonato ben mescolati tra loro. Versare nel centro l'olio e poi farlo assorbire con la punta delle dita a tutta la farina (sbaglio o si dice 'sabbiare la farina'???). Rifare il buco centrale, versare un goccio di acqua impastando all'inizio con l'aiuto di una forchetta. Aggiungere l'acqua molto gradualmente quel tanto che serve per impastare con le mani. Lavorare per qualche minuto la pasta. La consistenza finale deve essere morbida come il famoso 'lobo d'orecchio'! Ricoprire con la pellicola trasparente e lasciare riposare in frigorifero per 30-60 minuti.




Per la torta salata ho condito 1/2 Kg circa di broccoletti puliti e cotti al vapore con un bel giro d'olio, un pugno di olive di Gaeta snocciolate, 3-4 acciughe sott'olio, uno spicchio d'aglio tagliato a metà e privato dell'anima e sale. Ho steso metà della pasta e ne ho rivestito una teglia per crostata leggermente unta d'olio. Ho versato sopra il ripieno e ho infornato per 30 minuti a 190°-200°.




Per il dolce di mele ho sbucciato e tagliato a pezzi non troppo sottili 2 mele piccole e le ho condite con un pizzico di cannella, 1/2 buccia di limone grattugiata e 1/2 cucchiaio di malto di mais. Ho steso l'altra metà della pasta ricavando un quadrato di 20 cm x 20 cm che ho tagliato ottenendo 4 quadrati di 10 cm per lato. Al centro di ogni quadrato ho spalmato 1 cucchiaino di composta di albicocche senza zucchero e versato 1 cucchiaiata di mele. Ho chiuso ogni quadrato di pasta riunendo i 4 angoli al centro e premendo bene per far attaccare la pasta (nel caso inumidire gli angoli: la pasta si appiccicherà meglio). Ho sistemato i 4 quadrati farciti dentro uno stampo da plum cake (ricoperto di carta forno) tutti belli stretti uno accanto all'altro, in fila indiana. Durante la cottura si sono attaccati e ne è venuto fuori un dolcino molto carino anche da vedere. Per la cottura ci sono voluti 30 minuti a 190°-200°.

mercoledì 3 febbraio 2010

Passata di cavolfiore

Mannaggia! Niente foto anche questa volta! E mi dispiace davvero perché il risultato finale è stata una invitante zuppa cremosa! E' una ricetta semplice, facile, che riscalda il corpo e il cuore. Tutto è nato dall'acquisto di una confezione di creme fraiche. Mi sono tornate in mente le zuppe mangiate con mia madre e mia sorella a Copenaghen: le tazzone fumanti e profumate di passati di verdure con al centro l'isola di panna che s'allargava a spirale mescolandola con il cucchiaio. Aaah che bei ricordi... Ieri sera, con le guance piene di zuppa volevo scrivere un'ode alla creme fraiche, al potere appagante di quel burro ricco di fermenti che ti tiene, felice, sospeso sopra una nuvola :-) Ne basta davvero 1 cucchiaio 1 per rendere la passata un cerchio perfetto! Dopo molte ricerche vane, l'ho finalmente trovata da Naturasì. Mi ha ricordato lo yogurt greco, quello denso e pannoso appunto: potrebbe essere un sostituto nel caso non si trovasse la creme...
N.B. Ovviamente anche questa rientra tra le ricette trentaminuti in cui mi sto incapocciando ;-)

1/2 cavolfiore
2 patate
4 carote
1 cucchiaio di shoyu
2 cucchiai di olio evo
30 g di parmigiano grattugiato + un pezzetto di crosta di parmigiano ben pulita
1 litro circa di acqua bollente
4 cucchiai di creme fraiche (eravamo in due e abbiamo fatto il bis!!!!)
un pezzetto di peperoncino
sale

Tagliare a pezzetti le verdure pulite. Scaldare a fuoco basso l'olio, aggiungere le verdure e lasciare insaporire per un paio di minuti mescolando spesso. Coprire con l'acqua bollente, versare lo shoyu, unire il pezzetto di peperoncino e la crosta di parmigiano, salare e alzare il fuoco. Quando arriva a bollore, abbassare la fiamma a un fuoco medio e coprire in appoggio. Lasciar cuocere per 25 minuti. Tenere da parte una metà della zuppa e frullare bene l'altra metà. Riunire le due parti, aggiungere il parmigiano grattugiato, mescolare bene, coprire e lasciar riposare un paio di minuti. Servire con 1 bel cucchiaio di creme fraiche a piatto. I crostini sono consigliati ;-)